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Sulle tracce dei ghiacciai”: il progetto fotografico - scientifico che studia le catene montuose più importanti del Pianeta presenta altri importanti risultati

09/03/2012

Alberi al posto del ghiaccio. Fitti boschi sono cresciuti là dove si estendevano gigantesche lingue glaciali, delineando una demarcazione molto netta tra passato e presente. Si tratta di importanti contrazioni, avvenute soprattutto negli ultimi 50 anni, nella superficie e nella lunghezza dei ghiacciai, riscontrabili solo attraverso indagini fotografiche e scientifiche molto accurate. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati scientifici e delle fotografie di confronto, frutto di oltre sei mesi di lavoro, al ritorno dalla seconda spedizione del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai”, svoltasi la scorsa estate nella catena montuosa del Caucaso, nella regione della Svanezia (Georgia).

Il ghiacciaio Chaalati nel Caucaso georgiano fotografato a 121 anni di distanza. Si noti la forte erosione sui pendii laterali della valle a seguito del ritiro del ghiacciaio.
Foto antica: 1890 Vittorio Sella - © Fondazione Sella
Foto moderna: 2011 Fabiano Ventura - © Arch. F. Ventura

“Sulle tracce dei ghiacciai” è un progetto che riunendo un team di scienziati, fotografi e alpinisti e ripercorrendo in 5 spedizioni le catene montuose più significative del Pianeta, studia gli effetti dei cambiamenti climatici coniugando la comparazione fotografica e la ricerca scientifica sul campo. Ogni spedizione prevede infatti un confronto fotografico tra le immagini storiche e quelle attuali, ritratte dallo stesso punto geografico, nonché la raccolta di dati sul campo e la loro successiva analisi in laboratorio. Le immagini scattate la scorsa estate in Caucaso da Fabiano Ventura, fotografo e ideatore del progetto, trovano conferma nei rilievi geomorfologici effettuati dai ricercatori e nei dati scientifici analizzati, presentati per la prima volta al sedicesimo Alpine Glaciology Meeting, uno dei più prestigiosi meeting di glaciologia in ambito europeo, svoltosi a Zurigo il 2-3 febbraio scorsi.

Secondo quanto riferito da Riccardo Scotti, glaciologo al Dipartimento di Scienze Geologiche e Geotecnologiche dell’Università degli Studi di Milano - Bicocca, “dalla Piccola Età Glaciale (PEG), culminata attorno al 1810 in questa regione, ad oggi, il Ghiacciaio Tviberi, il più grande ghiacciaio in Caucaso fino al 1965, ha mostrato la contrazione di superficie più forte (- 16,4 km ² - 34,9% della superficie originaria) e il ritiro lineare più marcato (- 3,98 km, il 42% della lunghezza massima lungo la principale linea di flusso). Il Ghiacciaio Chaalati, quello che spinge ancora oggi la sua fronte alla quota più bassa nel Caucaso meridionale (1861 m s.l.m.) ha mostrato una contrazione di 4,4 km² (- 27,1%) e un ritiro frontale di 2,16 km. Il Ghiacciaio Adishi, il più piccolo dei tre, ma con la quota media più elevata, ha mostrato la contrazione più modesta (- 1,5 km², - 13%), e un ritiro lineare di 1,15 km”.
L’analisi dei confronti fotografici ad alta risoluzione effettuati durante la spedizione da Fabiano Ventura, ha permesso di constatare come i tre ghiacciai studiati siano molto rappresentativi dell’andamento di tutti gli altri ghiacciai della zona.  Sono state effettuate venti fotografie realizzate dalla medesima prospettiva e nello stesso periodo dell’anno di quelle ottenute dai primi fotografi esploratori (Vittorio Sella e Mor von Dechy) oltre centoventi anni fa.

Uno dei risultati più interessanti di questo studio è l'accelerazione della riduzione della superficie glaciale nell’ultimo intervallo temporale considerato (1965-2011) rispetto agli intervalli precedenti. Negli ultimi decenni il Ghiacciaio Tviberi ha perso una superficie 3,2 volte maggiore rispetto al precedente intervallo, e quasi 50 volte più velocemente rispetto al XIX secolo. Lo stesso comportamento è riscontrabile negli altri due ghiacciai studiati.

Per vedere le fotografie della spedizione:  www.macromicro.it/ita/immagini/
Per vedere il trailer del documentario: www.macromicro.it/ita/video/
Ufficio Stampa - Associazione no profit Macromicro
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